Ministero delle Comunicazioni - Normativa
Direttiva ministeriale 21 marzo 2001 

RELAZIONE INTRODUTTIVA

 

1. Indirizzo politico

L’anno 2001 sarà caratterizzato da un complesso processo di riforma dell’amministrazione in attuazione del decreto legislativo 300/99.

Tale riorganizzazione sottolinea e accentua l’attuale funzione di regolazione già affidata al Ministero con la recente legislazione, sia in ambito nazionale che europeo.

In tal senso il passaggio dalle preesistenti concezioni di monopolio al mercato aperto e dalla gestione pubblica alla concorrenza tra gli operatori del settore comporterà un notevole impegno per l’Amministrazione in termini di controllo e vigilanza del rispetto delle norme comunitarie nell’interesse e per la tutela del cliente.

A ciò si aggiunge la costante attività di supporto e collaborazione che il Ministero è chiamato a svolgere per l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni.

Detta attività di supporto si concretizza nell’espletamento di funzioni sia amministrative che tecniche, mediante uno specifico apporto professionale nonché strumentale che assorbe notevoli investimenti sul piano di tutte le risorse.

2. Gli obiettivi generali dell’azione amministrativa

In tale contesto assume un ruolo fondamentale la programmazione intesa come coerente traduzione degli indirizzi politici generali in obiettivi assegnati ai singoli centri di responsabilità.

Il modello di direttiva predisposto per l’anno 2001 ricalca sostanzialmente l’impostazione data lo scorso anno.

I programmi di competenza di ciascun centro di responsabilità sono stati inseriti seguendo la classificazione per funzioni obiettivo adottata dalla Ragioneria Generale dello Stato e suddivisi in strategici e istituzionali così come proposto già per l’anno 2000.

Per agevolare la consultazione del documento, gli obiettivi sono stati riportati in corsivo con un codice costituito da due lettere ed un numero: la prima lettera indica la Direzione competente secondo lo schema sotto riportato, la seconda si riferisce alla tipologia dell’obiettivo – strategico (S) o istituzionale (I) – e il numero esprime la progressione degli obiettivi nell’ambito delle due categorie (S o I).

A       Segretariato generale

B Direzione generale AA.GG. e personale

C Direzione generale per le concessioni e le autorizzazioni

D Direzione generale per la pianificazione e la gestione frequenze

E Direzione generale per la regolamentazione e la qualità servizi

F Istituto Superiore per le comunicazioni e le tecnologie dell’informazione 

Nel documento programmatico di quest’anno è stato introdotto per la prima volta il riferimento esplicito al budget per ciascuno degli obiettivi allo scopo di caratterizzarli anche dal punto di vista economico.

In linea con gli indirizzi forniti al riguardo dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri con la direttiva del 12 dicembre 2000, il documento di programmazione predisposto ribadisce le missioni istituzionali affidate dalle norme evitandone nel contempo una descrizione troppo analitica per la quale, se necessario, possono essere consultati i documenti redatti dai singoli centri di responsabilità.

Nel ribadire le missioni istituzionali sono stati infine enucleati i "macro-obiettivi in prospettiva pluriennale" così come definiti dalla direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri.

I suddetti obiettivi pluriennali, in questo particolare momento, assumono un’importanza fondamentale in quanto devono contribuire a definire il percorso attraverso il quale l’amministrazione si preparerà alla scadenza costituita dalla prossima legislatura in relazione alla trasformazione istituzionale da attuare.

Infine, sempre in relazione all’approssimarsi della riforma di Governo più volte citata, è stato introdotto il concetto di "obiettivo opzionale". Tale definizione si riferisce a quegli obiettivi che nella progressiva attuazione della riforma potrebbero perdere l’indirizzo originario o rivelarsi non più pertinenti alle nuove funzioni.

 

 3. Gli obiettivi specifici

Non appena gli obiettivi generali vengono approvati dal Ministro, i Dirigenti di prima fascia provvedono a tradurre gli stessi in obiettivi specifici che assegnano formalmente ai propri dirigenti previo confronto fra le parti.

Alla luce degli indirizzi espressi in tal senso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri gli "obiettivi assegnati ai centri di responsabilità devono consentire di verificare, a posteriori, i risultati effettivamente da questi ottenuti".

Tale verifica richiede che gli obiettivi specifici vengano posti in relazione ai seguenti indicatori di prestazione:

  • Significatività
  • Misurabilità
  • Responsabilità specifiche.

La significatività è rappresentata dal peso indicato con una percentuale sul totale degli obiettivi strategici ed istituzionali (esclusi gli opzionali) contenuti nella presente direttiva.

La misurabilità presuppone la preventiva definizione delle fasi del raggiungimento degli obiettivi con la relativa percentuale di realizzazione.

Le responsabilità specifiche verranno di conseguenza individuate contestualmente all’assegnazione degli obiettivi specifici ai dirigenti responsabili della gestione.  

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