1. PREMESSACon deliberazione 14 luglio
1999, n. 105, è stato approvato il Piano Nazionale di Assegnazione delle frequenze
per la Radiodiffusione Televisiva, risultante dal Piano approvato con deliberazione del n. 68/98 del 30 ottobre 1998
(pianificazione di 1° livello) e relativa integrazione (pianificazione di 2° livello)
operata in base alle disposizioni del decreto-legge
30 gennaio 1999, n. 15, convertito con modificazioni nella legge 29 marzo 1999, n. 78.
Il decreto legge 18 novembre 1999, n. 433,
convertito con modificazioni nella legge
14 gennaio 2000, n. 5, nel ravvisare la necessità di unulteriore integrazione
del piano di assegnazione delle frequenze di cui sopra, ha apportato alcune innovazioni
rispetto alla normativa precedente che incidono anche se in modo parziale sui criteri
tecnici di elaborazione e sui risultati del piano approvato il 14 luglio 1999.
Tali innovazioni riguardano in particolare:
la distinzione dei bacini
locali in bacini regionali e bacini provinciali (modifica della lettera e, comma 6,
dellart. 2 della legge 249/97), i
primi coincidenti di norma con il territorio delle regioni e delle province autonome di
Trento e Bolzano, i secondi coincidenti di norma con il territorio delle province;
determinazione del numero di
emittenti (equivalente al numero delle reti) che possono operare in ciascun bacino
regionale e in ciascun bacino provinciale;
adozione di provvedimenti per
assicurare risorse anche ai bacini provinciali, laddove lorografia del territorio
non consente di attribuire alle province risorse in termini di frequenze;
graduatorie distinte per
ciascun bacino regionale e provinciale per il rilascio delle concessioni;
riserva del 20% alle
emittenti televisive a carattere comunitario (non-profit) del totale delle concessioni
assegnabili in ciascun bacino provinciale.
Quanto sopra consente, per
quanto necessario, di introdurre modifiche anche al piano già approvato anche per quanto
si riferisce alle reti nazionali e regionali di 1° livello, in modo da poter raggiungere
il risultato di attribuire risorse a quelle province che ne erano rimaste prive, modifiche
che non erano permesse con le disposizioni legislative precedenti. Ovviamente tali
modifiche dovranno mantenere il più possibile i valori di copertura del territorio e
della popolazione servita raggiunti dalle reti nazionali e regionali con la pianificazione
di 1° livello.
Sulla base delle citate nuove
disposizioni e dei criteri che ne sono scaturiti, lAutorità, avvalendosi anche
degli organi del Ministero delle Comunicazioni e sentite le associazioni a carattere
nazionale dei titolari di emittenti o reti private e la concessionaria del servizio
pubblico, ha proceduto alla revisione del piano approvato il 14 luglio 1999, determinando
il numero delle reti (emittenti) che possono operare in ciascun bacino regionale e
provinciale.
Il nuovo piano, denominato in
seguito "Piano Integrato", è costituito da un tabulato che comprende i
risultati della pianificazione di 1° e 2° livello, modificati e integrati secondo le
disposizioni del citato decreto legge.
2. IL PIANO INTEGRATO
2.1 Criteri di elaborazione
I criteri tecnici per
lelaborazione del presente piano sono sostanzialmente gli stessi di quelli seguiti
nella pianificazione di 1° e 2° livello, integrati come segue:
territorio nazionale
suddiviso in bacini regionali e in bacini provinciali, i primi coincidenti di norma con il
territorio delle regioni e delle province autonome di Trento e Bolzano, i secondi con il
territorio delle province;
mantenimento per quanto
possibile dei siti comuni per gli impianti delle reti a copertura nazionale e regionale;
allocazione degli impianti
per le reti provinciali anche su siti diversi da quelli degli impianti delle reti
regionali per una stessa regione.
vincolo di non ridurre le
coperture raggiunte con la pianificazione di 1° livello delle reti nazionali e regionali.
2.2 Risultati
Ai fini di una maggiore
chiarezza di esposizione vengono separatamente indicati i risultati ottenuti per le reti
in ambito provinciale e le variazioni apportate per le reti in ambito nazionale e
regionale.
Per le reti in ambito provinciale i risultati possono
essere così sintetizzati:
percentuale del territorio
coperto pari a circa il 51,5% (54,2% per il territorio al di sotto dei 1.800 m. di quota);
percentuale di popolazione
servita pari a circa il 76,4%. Questa percentuale non varia quando si considera il
territorio al di sotto dei 1.800 m. di quota, dato che la popolazione ivi residente è
percentualmente irrilevante rispetto al totale della popolazione italiana, e comunque, i
centri abitati al di sopra di tale quota potranno essere serviti con impianti di ERP
inferiore ai 200 W;
copertura di tutti i
capoluoghi di provincia (compresi i capoluoghi di regione) e 4.112 comuni con oltre 1.000
abitanti;
83 bacini coincidenti con il
territorio di una sola provincia e 8 bacini coincidenti con il territorio di più province
serviti ciascuno da 17 canali, con le eccezioni di 3 bacini serviti da 10 canali, 1 da 6 e
1 da 4. Il fatto che 8 bacini coprono ciascuno il territorio di più province porta
necessariamente a fissare il numero dei bacini provinciali pari a 91 che non coincide con
il numero delle province italiane pari a 103;
il numero dei siti con
risorse in frequenze per servire i bacini provinciali è pari a 308, di cui 14 con risorse
di 2° livello solamente. La polarizzazione delle antenne di emissione in ciascun sito è
la stessa per tutti gli impianti di 1° e 2° livello, consentendo la ricezione dei
programmi nazionali e locali da parte degli utenti con la stessa antenna.
Rispetto alla precedente pianificazione di 2° livello si
è ottenuto:
- un incremento di circa l8,5% del territorio e
dell11% della popolazione serviti;
- la copertura anche delle 19 province precedentemente non
servite;
- un incremento di 25 siti con risorse in frequenze per i
bacini provinciali.
Per quanto riguarda le reti in ambito nazionale e regionale
si evidenzia che:
- la percentuale del territorio servito a livello nazionale
risulta pari a circa l82,8% (86,5% per il territorio al di sotto dei 1.800 m. di
quota);
- la percentuale di popolazione servita è pari a circa il
95,7%;
- il numero dei siti con risorse in frequenze per le reti in
ambito nazionale e regionale è pari a 466.
Rispetto al piano precedente, si è avuto:
- un incremento di circa il 2,5% del territorio e dell1%
della popolazione serviti;
- un decremento del numero dei siti pari a 21.
Per ottenere tali risultati è stato necessario introdurre
inoltre le seguenti modifiche:
- rivedere la distribuzione dei 3 raggruppamenti di 17
frequenze (A, B, C) su 18 dei 466 siti di cui al punto c) ed i valori di offset per altri
33, nonché, in casi molto limitati, la polarizzazione dellemissione;
- variare lERP assegnata per 35 dei 466 siti di cui
sopra (aumentata per 9 siti e diminuita per 26);
- riprogettare i diagrammi di antenna degli impianti di 12
siti.
Si segnala, inoltre, che in
alcuni siti lERP e i diagrammi di antenna degli impianti di 2° livello sono
risultati diversi da quelli degli impianti di 1° livello.
Le modifiche indicate hanno
avuto come conseguenza un allentamento del vincolo della regionalizzazione per le 11 reti
nazionali, nel senso che per alcune regioni della Pianura Padana, in particolare Lombardia
ed Emilia Romagna, una parte del territorio di una regione è servita da siti ubicati
nella regione limitrofa. Ciò non riguarda le 6 reti regionali (di 1° livello) che
restano costituite da impianti allocati nei siti della stessa regione da servire.
2.3 Siti di Piano e numero degli impianti.
Lelaborazione del
"Piano integrato" ha portato a determinare in 480 il numero totale dei siti
necessari per consentire lirradiazione dei programmi in ambito nazionale e locale (7
in meno del numero previsto dal piano precedente) e sui quali sono stati opportunamente
allocati i tre raggruppamenti di 17 frequenze ciascuno A, B, C.
In particolare:
- su 294 dei suddetti siti sono allocate le risorse (34
frequenze) per lirradiazione di programmi in ambito nazionale, regionale e
provinciale;
- su 172 sono allocate le risorse (17 frequenze) per
lirradiazione di programmi solo in ambito nazionale e in ambito regionale;
- su 14 sono allocate le risorse (17 frequenze) per
lirradiazione di programmi solo in ambito provinciale.
Inoltre, su 23 dei siti di cui
al punto a) è stato possibile allocare un terzo gruppo di 17 frequenze che servono solo
parzialmente il territorio delle province di appartenenza.
E da far presente che nel
Lazio, su indicazione della Regione, i siti di M. Cerella e di Segni sono stati sostituiti
dai nuovi siti di Colle Anfagione e M. Traiano. Queste sostituzioni non hanno alterato le
coperture del territorio e la popolazione servita con i vecchi siti.
Tutti i 480 siti, sono
indicati, per regione, nel "Piano Integrato", con i capoluoghi di regione e di
provincia e le località con oltre 1.000 abitanti serviti da ciascuno di essi.
Nella individuazione dei siti
sui quali sono state allocate le risorse integrative di 2° livello si è tenuto conto
anche dei vincoli fissati dal decreto ministeriale 381/98 per quanto riguarda i tetti dei
campi elettromagnetici compatibili con la salute umana. A questo proposito le regioni e i
comuni, nei loro piani territoriali, dovranno stabilire per i siti sui quali si
installeranno gli impianti, i limiti delle relative aree in funzione della prevista
potenza complessiva degli stessi.
Il numero complessivo degli
impianti inseriti nel Piano Integrato è pari a 13.549, di cui 8.419 per lemittenza
locale. A tale numero si aggiungeranno i molti impianti con ERP inferiore ai 200 W
(dellordine delle migliaia) necessari per la copertura di aree del territorio non
realizzabile con impianti di piano e che dovranno con questi essere compatibilizzati. Tale
operazione che viene denominata gestione dinamica del piano è illustrata nel successivo
par. 2.4.
2.4 Gestione dinamica del Piano
Il Piano Integrato non
esaurisce tutti i possibili impianti assegnabili in fase di concessione.
Le coperture da realizzare con
le reti locali, desumibili nel pieno dettaglio solo quando saranno note le richieste di
concessione, possono infatti necessitare di ulteriori impianti, in aggiunta a quelli
pianificati, per le zone completamente esterne o anche parzialmente interne a quelle
coperte con i siti di Piano.
Per questi ulteriori impianti,
che andranno ovviamente a trovare collocazione su siti diversi da quelli di piano, i
soggetti che richiedono la concessione dovranno indicarne le caratteristiche di ubicazione
e di emissione desiderate.
In linea generale la totalità
di tali impianti avrà una ERP inferiore a 200 W.
Per questi impianti si
cercherà prioritariamente di soddisfare la relativa richiesta su siti ospitanti impianti
equivalenti (per potenza e zona coperta) già dati in assegnazione alle emittenti
nazionali.
Quando ciò non sia possibile,
i dati forniti saranno confermati o modificati, dopo una verifica di compatibilità con
gli impianti pianificati. Tale operazione di verifica può richiedere una attività di
progettazione degli impianti, qualora non si possano confermare le richieste così come
formulate. Questa progettazione potrà anche comportare un affinamento di quanto
pianificato, in quella che può essere definita una "gestione dinamica del
Piano".
Per i nuovi siti indicati dai
soggetti richiedenti la concessione, deve essere cura dei soggetti stessi acquisire le
necessarie autorizzazioni dalle competenti autorità locali (come da decreto ministeriale
16.7.75 Regolamento di attuazione della legge 14.4.75 n. 103).
I siti con ERP inferiore ai
200W per la Val dAosta, Friuli Venezia Giulia, Trento e Bolzano necessari per
realizzare le reti per le minoranze linguistiche riconosciute, sono stati già individuati
allatto della pianificazione di 1° livello. Per tali siti i parametri
radioelettrici degli impianti saranno definiti attraverso lanzidetta attività di
progettazione sulla base delle richieste degli enti interessati.
3. DETERMINAZIONE DEL NUMERO DELLE EMITTENTI
Come già detto, la legge
5/2000, introducendo la distinzione dei bacini locali in regionali e provinciali, dispone
anche che lAutorità determini il numero di reti che può operare in ciascun bacino
regionale e in ciascun bacino provinciale.
A tal fine si premette che:
per la determinazione del
numero delle reti in ambito regionale si fa riferimento ai risultati della pianificazione
di 1° livello, tenendo conto delle variazioni apportatevi dal nuovo Piano,
per la determinazione del
numero delle reti in ambito provinciale il riferimento è dato dai risultati della
pianificazione di 2° livello opportunamente integrati.
Quanto sopra ha come
conseguenza che la copertura del territorio dei due tipi di bacini sono molto diversi,
dato che in ciascuna regione il numero dei siti con risorse di 1° livello è superiore a
quello di 2° livello, per cui il territorio coperto nellambito del relativo bacino
regionale è sempre superiore al territorio coperto dallinsieme dei singoli bacini
provinciali appartenenti alla stessa regione.
Inoltre, come è stato indicato
nel par. 2.2, in 8 casi uno stesso sito serve più di una provincia, per cui il bacino
provinciale coincide inevitabilmente con il territorio di più province. Questo fatto
porta anche a fissare il numero dei bacini provinciali pari a 91 e non a 103.
Va segnalato che, nel quadro di
ottimizzazione delluso delle risorse spettrali nel territorio, in aggiunta ai 91
bacini provinciali sono state individuate altre 23 "aree parziali di bacino
provinciale" che si riferiscono a parti circoscritte del territorio delle rispettive
province di appartenenza e non comprendono, comunque, il territorio del relativo capoluogo
ad eccezione di Savona che è coperta dal sito di Crocetta.
Tali aree sono servite dai 23
siti sui quali è stato possibile allocare un terzo gruppo di 17 canali (v. par. 2.3).
Ove si ritenesse di assegnare
concessioni per tali "aree parziali di bacino provinciale" sarebbe opportuno
prevedere specifiche procedure semplificate per regolare le domande da parte dei soggetti
interessati.
E da sottolineare che,
nella determinazione del numero di reti, non si è tenuto conto della facoltà per ogni
soggetto interessato di poter richiedere concessioni in più bacini. Pertanto quello che
viene indicato in questa sede rappresenta il massimo numero di reti in ciascun bacino.
Lallegato
A ne indica la distribuzione per ogni regione e provincia autonoma.
Qui di seguito si fornisce il
totale del numero delle reti ripartite in regionali e provinciali:
| N. reti in ambito regionale |
126 |
| N. reti in ambito provinciale: |
1.502 |
| N. Totale reti locali: |
1.628 |
Alle 1.628 reti di cui sopra vanno aggiunte 391 reti che
possono operare nelle aree parziali di bacino provinciale. La loro distribuzione per
regione è riportata nellallegato B.
Roma, 23.2.2000 |